Nel cuore di quello che oggi è il tessuto urbano di Reggio Emilia sopravvivono due testimonianze di una città che fu, di un’industria che si muoveva su ferro, e di un periodo storico che lasciò grandi cicatrici.

Il bunker
Quello che potrebbe sembrare un relitto di cantiere abbandonato è in realtà un vecchio bunker risalente alla seconda guerra mondiale. In questo piccolo rifugio si riparavano da uno a due operai delle allora Fabbriche Reggiane. Queste fabbriche producevano aerei e materiale bellico, ricadendo quindi tra gli obiettivi sensibili dei bombardamenti alleati. Ad oggi questo manufatto è l’ultimo noto ancora esistenti. Ai tempi della seconda guerra mondiale erano molto comuni attorno agli stabilimenti delle fabbriche reggiane e altri siti strategici della città.

L’inversore rotabili
Poco distante dal piccolo bunker, lungo il binario morto della linea ferroviaria Reggio-Ciano sopravvive la piattaforma di inversione rotabili. Questo meccanismo consentiva di invertire il senso di marcia delle locomotive e vagoni. I modelli ferroviari più antichi non erano di fatti muniti di retromarcia e per cambiare senso di movimento era fisicamente necessario ruotare il convoglio su se stesso. Oggi questo meccanismo non è più funzionante ma la piattaforma è ancora li, come iconica immagine di un mondo ferroviario mutato da decenni di innovazione. Vedetelo come un vecchio telefono a rotella paragonato a un moderno cordless.

L’idea
Questi due pezzi di storia, ormai unici nel loro genere, sono elementi da tutelare, valorizzare e proteggere. Vanno mantenute le caratteristiche storiche dei manufatti, garantendo una facile manutenzione e un’agevole convivenza con le esigenze urbane di una zona mista tra residenziale e commerciale con servizi.

Il progetto
Il progetto è semplice e di rapida esecuzione. Per entrambi i manufatti si prevede la pulizia del’area immediatamente circostante con la posa di autobloccanti per esterni con tecnologia mangia smog. Il bunker risulta pieno di macerie e detriti che andranno tolti e smaltiti, occorre ricostruire il coperchio in cemento che consentiva agi operai di chiudersi all’interno fino alla fine dei bombardamenti. Lungo il perimetro della piattaforma in ferro verrà installato un sistema di illuminazione per creare giochi di luce durante la notte, rigorosamente a led e con bassi consumi. A completamento del tutto verranno installate due targhe in ferro riportanti le informazioni e la storia di questi preziosi pezzi di storia.
La posizione

